The birth of a Hyperrealist Painting

By now, you have learned something about Gottfried Helnwein. So, you probably already see this work somewhere, maybe in our Facebook Page:
Avrete tutti ormai imparato a conoscere Gottfried Helwnein. E quindi probabilmente avrete già visto quest’opera da qualche parte, magari sulla nostra Pagina Facebook:

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“Disasters of War”, G. Helnwein (2007) Oil and acrylic on canvas, 201 x 272 cm.

But I want to talk about the creation of this work, not about the artist, not today.
Non è dell’artista che voglio parlarvi oggi ma della creazione di quest’opera.

If you are in this blog, maybe it’s because you are attracted or intrigued by Hyperrealism. Well, how many of you have often doubt of a perfect work? We have to admit it, sometimes it’s very difficult to understand if that photo on our desktop is a painting or not. And I know that also Helnwein is one of the subjects of your suspicions.
Se siete in questo blog è perché l’Iperrealismo vi attira o comunque vi incuriosisce. Bene, quanti di voi hanno dubitato spesso di un’opera praticamente perfetta? Ammettiamolo, alle volte è davvero difficile capire se quella foto che abbiamo davanti si tratta di un quadro oppure no. E so per certo che, nonostante i tantissimi anni di carriera, anche Helnwein è spesso vittima di questi vostri “sospetti”.

Well, now I will show you how can born an Hyperrealist work!
Bene, adesso vi mostrerò come nasce un’opera iperrealista!

I should like to begin with the first disputation about canvas: somebody uses classical cotton canvas, in purity or with priming plaster, somebody else (the “richest”) uses linen canvas, that have densest plots, ideal for detailing more.  I know for experience (I see his works live)that Helnwein uses classical cotton canvas, not very fine-grained.
Per cominciare naturalmente serve una tela, qui il primo dibattito: c’è chi usa tele classiche di cotone in purezza o con l’imprimitura di gesso , oppure (generalmente i più “ricchi”) usano tele di lino che avendo delle trame più fitte rendono possibili maggiori dettagli. Helnwein posso dire per certo di aver visto dal vivo che utilizza tele classiche di cotone, di grana anche non molto fine. 

About materials, you should choose what you prefer: acrylics, oils or both? Acrylics are soluble, they dry very quickly and they give a very brilliant colour; oils, instead, dilute with a lot of type of oils and they dry very slowly, maybe in some days (according to humidity). Somebody else uses a mix of both, included Helnwein and Christiane Vleugels, making first layer in acrylics and definitions in oils. 
Andiamo poi alla scelta dei materiali da usare, qui tutto dipende dal proprio gusto personale: acrilici, oli o entrambi? Gli acrilici sono solubili, asciugano molto velocemente e danno un colore sempre molto brillante; i colori ad olio invece si diluiscono con vari tipi di oli e asciugano in un paio di giorni circa (a seconda dell’umidità dell’ambiente). Poi c’è chi usa un misto di entrambi, compreso Helnwein e anche Christiane Vleugels, facendo le prime fasi ad acrilico e le definizioni in olio.

Maybe you always have a doubt about very large works. How they replicate the drawing on the canvas? Many of you know the grid, but in that size it’s a very waste of time, the same apply if you want to do freehand drawing. Somebody uses the carbon paper, but for these large canvas it’s more recommended to use a projector. We could see it in the next photo.
Ma forse vi è sempre venuto un dubbio sulle opere molto grandi. Come fanno a riportare il disegno su una tela così grande? Naturalmente molti conosceranno la tecnica della griglia, ma capirete bene che in quelle dimensioni si perde molto tempo, esattamente come fare il disegno a mano libera. Molti usano il vecchio metodo della carta carbone (si fa il disegno e si riporta sulla tela ricalcandolo con la carta carbone). Ma per tele così mastodontiche è più consigliato utilizzare un proiettore per trasportare le bozze. Potete ben vedere di che parlo nella foto seguente.

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This method is very simple: images are projected on the canvas and in the same time the artist traces contours with a graphite, in the most precise way.
Il metodo è molto semplice: l’immagine viene proiettata direttamente sulla tela e nel contempo si ricalca con una grafite, cercando di essere il più precisi possibile.

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 This is the result:
Il risultato è quindi questo:

Then, we can go on with painting. Somebody starts with a simple background colour or with the grisaille, that is a basic monochrome. There’s nothing to explain now, the level of your painting depends only on your experience and your “eye”.
Poi si passa finalmente alla pittura. C’è chi parte con un semplice colore di fondo o con la grisaille, cioè una base spesso monocroma da cui partire. Poi c’è ben poco da spiegare, il vostro livello dipende esclusivamente dall’allenamento del vostro “occhio” e dalla vostra esperienza.

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You just have to do layer, upon layer, upon layer… using always more colors and chiaroscuro. 
Non bisogna quindi far altro che fare fasi, su fasi, su fasi… aggiungendo sempre più colori e chiaroscuri.

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So, these are the few “secrets” of Hyperrealism. About honest artists, I mean…
 Questi dunque sono gli unici “segreti” dell’Iperrealismo. Degli onesti, s’intende…..

Uh, I almost forgot. My name is Emily.
Ah, quasi dimenticavo. Io sono Emily.

Source images: blog

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